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Aste sulla Torre sud del paine
Aste sulla Torre Sud del Paine (Cile)

Spedizione CAI Monza 1963


Ricerca
Come chi ha spenti i lumi
e a brancicare si trova
in mezzo a buio inusitato e vuoto
e con mano protesa e tremante
cercare la via, deve,
per avanzare.
Così, sul cammino dell'ardua ascesa.
Lassù, il richiamo,
alto dal cielo si leva
e a invitare ti viene
e tu lo senti e dici:
«qual'è, Signore, la mia via ?»
Armando Aste

Fitz Roy pilone orientale
Pilone orientale del Fitz Roy

Spedizione città di Rovereto 1971

Paine torre centrale
Paine Torre Centrale, Aste, Casati, Aiazzi e Taldo

Paine (Cile). Spedizione CAI Monza 1963

Cima dell'Eiger; 1^ italiana alla parete nord 1962
Aste, Perego, Acquistapace, Airoldi, Solina e (Mellano)

Cima dell'Eiger; 1^ italiana alla parete nord 1962

Cima d'Ambiez Via della Concordia 1955
Miorandi, Oggioni, Aste e (Aiazzi)

Via della Concordia (Cima d'Ambiez) 1955

  • Aste sulla Torre sud del paine
  • Fitz Roy pilone orientale
  • Paine torre centrale
  • Cima dell'Eiger; 1^ italiana alla parete nord 1962
  • Cima d'Ambiez Via della Concordia 1955

Armando Aste

Armando Aste nasce a Reviano di Isera (TN) il 6 gennaio 1926. È il primogenito di Giuseppe, che fa il contadino, e di Maria, che lavora alla Manifattura Tabacchi di Rovereto. I genitori sono occupati al lavoro, così il nonno materno, mugnaio nella valle di Cavazzin sopra Nogaredo, prende con sé il piccolo Armando. I primi anni di vita, vissuti con il nonno nel mulino di montagna, incidono tracce profonde e indelebili ricordi nello spirito e nel cuore del bambino. Tornato in famiglia per frequentare le elementari, Armando si distingue come scolaro sensibile e intelligente; ma è il primo di sei fratelli e il padre Giuseppe è nel frattempo partito per l'Africa, richiamato per la guerra. Armando deve terminare in fretta le tre classi avviamento, per dare una mano all'economia familiare. Due fratellini, Antonio e Anna, muoiono ancora in fasce; poi c'è Franco, nato nel 1930. Un altro fratello, sempre Antonio, muore a undici anni. L'ultimo nato, che pure viene chiamato Antonio, è colpito da una gravissima malattia che lo costringerà a vivere in uno stato vegetativo. A quindici anni Armando inizia a lavorare come fattorino in un'azienda di spedizioni, poi passa a fare il portiere d'albergo; successivamente lavora alle dipendenze della ditta Mayer, che si occupa di lavori stradali, costruzioni di argini e ponti. Dopo il 1943 viene precettato dalla Wehrmacht che lo trasferisce a Merano, a lavorare alle ex caserme di cavalleria di Maia Bassa. Nel 1944 Armando viene assunto come «operaio comune» alla Manifattura Tabacchi che, a Rovereto, impiegava allora mille e cinquecento persone. Passerà poi operaio specializzato, prenderà la patente di fuochista e più tardi diventerà capo operaio della centrale termica. «Per produrre il vapore necessario alla lavorazione del tabacco e per tutti i servizi, si dovevano bruciare centoventi quintali di carbone ogni giorno. Quello era il mio allenamento durante la settimana, perché mi ero abituato a spalare usando alternativamente la destra e la sinistra.» Lavorerà ininterrottamente per quarant'anni sino alla pensione (1980).
Armando, per gli amici Armandone, é deceduto a Rovereto il 1° settembre 2017 alle ore 18:30.