"Per un alpinista le vie nuove sono le sue opere d'arte.“

1950 - Adamello. Ago di Nardis. Val Gabbiolo

Con Fausto Susatti.
Dal Rifugio Stella Alpina in Val di Genova, un ripido sentiero porta all'inizio della Val Gabbiolo, dove si trova un bivacco di fortuna, costruito con ramaglie, comunque utile e comodo. Su, in alto della valle, troneggia la Torre Bignami, salita a suo tempo da Oggioni e Aiazzi. Sulla destra domina l'Ago di Nardis, con belle pareti di granito grigio, sal e pever. La maggiore difficoltà di quella originale avventura è stata il ritorno al bivacco di fortuna dal quale eravamo partiti. Abbiamo dovuto fare un lungo giro fra le tracce e i baraccamenti della Prima Guerra mondiale che ci obbligò a passare la notte all'aperto cielo, senza abbigliamento adeguato, muniti solo di giacca a vento.
Un'esperienza che ho rivissuto dopo anni, nel 1969, sulla cresta della Punta Serauta, in Marmolada, dopo aver aperto con Mariano Frizzera, Vasco Taldo e Josve Aiazzi la via Nives Rosa, una giovane bella ragazza veneziana, vittima del suo desiderio di salire in alto magari senza la dovuta preparazione tecnica, che avevamo raccolto morente sulla Torre Venezia in Civetta.
Comunque è stata un'esperienza meravigliosa. Seguendo le piste dei camosci, abbiamo potuto vedere l'incredibile capacità di questi ungulati di scendere su placche di roccia, dove noi usavamo la corda doppia. E quanti ceppi di stelle alpine giganti accompagnavano il nostro cammino.

L'Ago di Nardis in Val Gabbiolo.
Aste sulla guglia di Castel Corno
Gruppo rocciatori Ezio Polo

"Le scalate e le spedizioni sono descritte, in modo particolareggiato e in ordine cronologico, nel mio primo libro PILASTRI DEL CIELO.“